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Costo carburante: scenari e soluzioni per ridurre i costi aziendali

Negli ultimi anni il trasporto su strada e il comparto della logistica hanno dovuto affrontare diverse sfide: il sovraccarico dovuto alle urgenze di trasporto dei materiali per l’emergenza sanitaria, il boom dell’e-commerce e la mancanza di autisti camion.

Aumento costo carburante: le cause

La pandemia da COVID-19 ha generato un arresto della crescita dei prezzi di petrolio e di gas; in quel periodo l’offerta era alta ma la domanda estremamente bassa.
La ripartenza delle attività produttive post pandemia ha portato ad un aumento della domanda ma con una quantità disponibile di petrolio non in grado di starne al passo.

Quando la domanda di un bene cresce e l’offerta non riesce a soddisfarla, si genera un aumento del prezzo. Questo è quanto sta succedendo con il petrolio, il cui costo negli ultimi anni ha subito una forte impennata; benzina, gasolio e gpl seguono l’andamento delle quotazioni del petrolio.
L’aumento del costo carburante impatta in maniera negativa anche sui costi di produzione; ciò inevitabilmente si ripercuote sui consumatori, i quali si trovano a dover affrontare un rincaro dei prezzi per una grande varietà di prodotti in commercio.

Costo petrolio e costo carburante: come sono aumentati negli anni

Esistono diverse tipologie di petrolio; le principali, utilizzate anche come riferimento dagli investitori di tutto il mondo, sono il Brent estratto nel mare del Nord ed il Wti nel sud degli Stati Uniti.
Il Brent europeo da ottobre 2020 ad oggi è passato da 41 a 85 dollari al barile; il Wti americano da 39 a 84 dollari nell’ultimo anno. Benzina, gasolio e metano sfiorano i livelli raggiunti nel 2012 (la benzina costava 1,787 euro al litro).

Oggi la benzina costa il 20% in più rispetto al 2021, arrivando a superare 1,7 euro al litro; il gasolio è aumentato del 21,6%, superando 1,6 euro al litro. Una parte del costo è determinato da imposte e accise carburante.
Anche il metano, a causa dell’aumento delle quotazioni del gas ha avuto un rincaro. Negli ultimi dieci anni non ha superato il prezzo di un euro al chilo, oggi invece è il carburante che subisce l’aumento maggiore.

Produzione petrolio: il ruolo dell’Opec

L’Opec+ (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio più la Russia) detiene circa il 40% della produzione petrolio a livello mondiale e la maggior parte della capacità inutilizzata, principalmente in Arabia Saudita.
Il petrolio è una risorsa energetica non rinnovabile, estraibile solo nei luoghi in cui è già presente una riserva. Oltre un terzo dell’energia prodotta, a livello mondiale, deriva dall’uso di petrolio.

L’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) ha evidenziato come negli ultimi venti anni l’offerta petrolifera fosse a malapena sufficiente a compensare la domanda; questa situazione ha creato un grande vantaggio per i Paesi produttori. Tra tutti, l’Arabia Saudita, il cui ruolo di swing producer le ha permesso di influenzare i prezzi internazionali, contraendo o incrementando la propria produzione.

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